LA SENSA

La Sensa è il nome in dialetto bergamasco del paese dove vivo

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28.7.02
 
I MISTERI DELLA TV - 2

Roberto Poletti: stakanovista del video: trasmette su una tv locale lombarda dal lunedi al venerdi dalle 7 alle 9 e il martedi, giovedi e venerdi sera dalle 20.30 alle 23. Ex direttore di radio padania libera, attualmente ha difficili rapporti con la lega dopo una ligata, tra un leghista e un ex leghista, avvenuta durante una trasmisssione del Poletti, e ripresa da "striscia la notizia" (vedi qui e se vuoi pure qui). E' ossessionato da 2 temi: l'immigrazione, a cui dedica puntate su puntate (alcune volte totalmente inutili), e la cultura milanese e lombarda: qualche giorno fa è arrivato persino a trasmettere un cruciverba in milanese !
Molto amato dal suo pubblico che lo sommerge di telefonate in onda (una delle peculiarità delle sue trasmissioni è quella di poter telefonare in diretta); la maggior parte degli spettatori è composta da donne anziane (lui le chiama le "sciure marie") che secondo me guardano il programma più per seguire il conduttore che per l'interesse nei confronti del tema della trasmissione. Da quanto si può capire dalla tv Poletti è un po' scontroso, visto come si comporta con gli ospiti che non gli vanno a genio (venerdi scorso ha pronunciato una sequela interminabile di parolacce nei confronti di una centralinista di un call-center) ma va anche detto che a livello lombardo è uno dei pochi conduttori che è riuscito a conquistare un pubblico fedele che lo segue quasi sempre.



 
INAUGURAZIONI - 1/2

Ieri sera è stata inaugurata la nuova piazza del comune di Costa Serina; capisco, non era la festa del "Foglio" e nemmeno quella di Anna La Rosa, ma per questi piccoli paesi di montagna quello di ieri sera è stato un vero e propro evento mondano.
Sabato prossimo si replica e si inaugura la nuova palestra comunale (avete ragione è proprio l'amministrazione delle grandi opere !!!!).



25.7.02
 
CLIENTI

Dal parrucchiere ho incontrato un mio compaesano che è stato per vari anni negli Stati Uniti. Nulla di strano ovviamente, ma la cosa che mi ha colpito è stata la lingua in cui parlava: un misto di italiano e dialetto bergamasco ma con le esclamazioni in inglese; insomma un vero esperanto !
Avrà avuto una sessantina d'anni e si è presentato criticando gli extracomunitari (proprio lui !), che da noi non fai mai male e qualcuno d'accordo con te lo trovi sempre, e ha parlato dell'assenza,a differenza di alcuni anni fa, di punti di aggregazione; ha parlato di varie altre cose; ha chiesto a tutti i clienti da dove venivamo e ha raccontato le sue esperienze legate a quei luoghi. Un personaggio strano, forse una macchietta da film, forse uno scherzo architettato nei confronti del parruchiere, ma che comunque mi ha fatto passare un po' di tempo in allegria. Per questo è giusto ringraziarlo.



24.7.02
 
Tratto dalla rubrica di Adriano Sofri sul "Foglio" di ieri: Ho un coinquilino albanese che parla una lingua bellissima. Per esempio dice:"Si è arolato nella religione straniera"."Questa cosa -dice- non sta né in cella né in terra".


 
FIGATA BLOG

L'ultima moda nei blog è avere le condizioni del tempo del luogo dove si abita: potevano mancare anche qua ???? No, non potevano mancare, e, quindi, ecco a voi, qui a sinistra, le condizioni del tempo a Bergamo !



22.7.02
 
MISTERI DELLA TV - 1

Ezio Zermiani: ce lo ricordiamo tutti dai box dei circuiti di formula 1 che, insieme al commentatore Mario Poltronieri (ora ospite su telenova) e con un microfono assurdo, ci faceva ascoltare le voci dei piloti. Era costretto a raccontarci le brutte sconfitte della ferrari di quegli anni:adesso che la casa di maranello vince sempre è rintanato in uno studiolo televisivo per condurre un programma totalmente inutile.



19.7.02
 
MUGHINI

Mi fa impazzire la prosa di Giampiero Mughini quando si incazza (Mughini si riferisce ad un'intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Piero Sansonetti in cui definiva Mughini una persona di destra):
Caro direttore, leggo con raccapriccio, con sdegno, con ripugnanza intellettuale che tal Piero Sansonetti – uno che di mestiere fa il giornalista e dovrebbe comunque saper leggere le righe messe per iscritto oltre che vedere le foto e le loro didascalie – mi definisce “giornalista di destra”. E premesso che io reputo tali definizioni delle puttanate nude e crude, e premesso che nessuna persona di intelligenza dovrebbe usare tali partizioni a definire e a spiegare, sfido Sansonetti a trovare non dico un mio libro (sarebbe per lui un impegno eccessivo), non dico un articolo di tre pagine, anche quello duro da arrivare fino in fondo, non dico un capoverso che comunque richiede attenzione e vigilanza intellettuale, dico soltanto una riga da cui traduca che io sono di “destra”, espressione in sé priva di significato, e non so se essere di destra vuol dire amare i romanzi di Louis-Ferdinand Céline (che io adoro), votare Forza Italia (che non è il mio caso), pensare che è stato Sergio Cofferati a commissionare l’assassinio di marco Biagi (mai pensato un solo minuto), detestare gli omosessuali (ho fra loro alcuni dei miei amici più cari, spiritualmente parlando è come se andassi al Gay Pride un giorno sì e un giorno no). Sansonetti non sa quello di cui sta parlando, e perciò io gli do dell’analfabeta. Analfabeta. Lo posso provare in qualsiasi circostanza, all’accademia dei Lincei o in discoteca o in uno stadio del tennis dove gli farò 6-0, 6-0, 6-0. In qualsiasi circostanza posso provare che lui ha parlato a vanvera, che ha fatto rumore con le labbra, che ha pronunciato parole da analfabeta….(tratto da "sette" in edicola ieri)



 
NON SI SA MAI

Anche ieri Beppe Severgnini ha scritto un bell’articolo nella sua rubrica sul corriere; eccone un pezzo:
C'è, in noi, un inconfessabile gusto per le formalità, che troviamo rassicuranti. Ho l'impressione, spesso, che noi italiani ci portiamo dentro l'insicurezza di chi, per secoli, non è stato padrone in casa sua. Ma adesso lo siamo, accidenti: potremmo smetterla.
E invece continua, l'incertertezza lievemente fantozziana che ci spinge a chiedere certificati anche quando non servono più; a pagare allo sportello (dove c'è la coda) e non alla cassa automatica; a conservare quietanze per anni e anni. Rovesciate un cassetto italiano e trovate la storia del passato prossimo. Perché non le buttiamo via, quelle ricevute del 1991? Perché "non si sa mai", dieci lettere che racchiudono il primo comandamento di una società diffidente...
Talvolta ho il sospetto che, in fondo al cuore, siamo tutti impiegati. Forse dovremmo sventolare un cartellino, al posto della bandiera. Sopra, il motto: Non Si Sa Mai.



18.7.02
 
RITI E BARRITI

Oggi pomeriggio stava incominciando a grandinare: problema serio per il giardino di casa mia e sopratutto per l'orto; mia zia mi chiama e mi dice di andare con lei a bruciare un ramo d'ulivo: così, secondo lei, smetteva. Mi sono poi fatto raccontare da mia mamma altri riti che, in passato, si facevano nel mio paese: sempre per evitare la grandine, quando scendevano i primi chicchi, si dovevano suonare le campane; se era da un po' di tempo che non pioveva, per ottenere dal cielo qualche goccia d'acqua, si andava al cimitero 2 o 3 sere di fila. Mi sono paciute queste piccole supersistizioni che uniscono tutte un po' di sacro (il ramo d'ulivo, le campane e il cimitero) con qualche piccolo "favore" da ottenere. Sono riti che risalgono ad alcuni decenni fa, quando il paese era fortemente religioso (lo è ancora adesso, ma allora lo era molto di più) e quando la vita era segnata dal lavoro e dalle quotidiane messe all'alba e dalle frequenti preghiere gionaliere (insomma "ora et labora"). Di quel periodo ci è rimasto poco: la mentalità anche qui è molto cambiata; non ci si preoccupa solo di lavorare e pregare, bisogna divertirsi ad ogni costo, sfiorando a volte anche alcuni eccessi. Sicuramente viviamo meglio di allora anche se forse i rapporti tra le persone, qualche decennio fa, erano più genuini e quindi più veri; spesso mi chiedo come mia nonna si divertiva o come passava il tempo non avendo tv, radio o giornali: la risposta forse sta anche nei riti che ho raccontato qui sopra.
Per la cronaca (e la metereologia), dopo che il ramo d'ulivo è bruciato completamente, ha smesso di grandinare.



17.7.02
 
SCANDALI AL SOLE

La iena Alessandro Sortino sta curando interessanti inchieste per radio capital. Sul sito della radio si trova la trascrizione dello speciale quotidiano (che va in onda alle 9.15 e, in replica, alle 15.15) e tutto l'archivio.



 
PREVISIONI DEL TEMPO

Ma perché a mia mamma in tv interessano solo le previsioni del tempo (che poi non le beccano mai) ???



16.7.02
 
APOLOGIA DEGLI ANNI '80

Sul foglio da qualche settimana si può trovare una rubrica chiamata "apologia degli anni '80": ad ogni anno del decennio viene dedicato una pagina del quotidiano. Non me ne perdo una puntata. Perché mi permette di capire meglio cose di cui ho sentito parlare solo qualche anno più tardi, ma anche perché ragionando su quel periodo si possono capire alcune cose che ci riguardano ancora oggi. Molte cose nate negli anni '80 ci hanno profondamente segnato: craxi e la sua famosa corte dei miracoli, la scoperta della loggia massonica p2, il primo strappo sindacale sulla scala mobile, la fine del terrorismo, la nascita della tv di berlusconi e i primi passi della sua ascesa, ma anche altre cose di costume: i paninari e la tristemente famosa "milano da bere"; questo è un elenco sparso delle prime cose che mi vengono in mente accadute nel corso del decennio.
In televisione ho imparato a riconoscere subito quando un filmato risale a quel periodo: tutte le ragazze indossavano maglioni di lana assolutamente inguardabili, grossi occhiali tondi e l'immancabile tocco finale: il capello riccio.
Un periodo strano, quello degli anni '80; periodo del disimpegno politico e del nulla totale, ma non per questo meno interessante da riscoprire 20 anni dopo.
Questo per segnalare a tutti l'argomento, che probabilmente riprenderò in seguito.



 
PRIMO SUCCESSO

Mi è stato comunicato da poco che le vecchie condizioni di libero@sogno sono state prorogate dal 15 fino al 31 luglio! E' la prima volta (credo) che, in Italia, un gruppo di utenti fa cambiare idea (anche solo per pochi giorni) ad una grossa compagnia telefonica.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni...



11.7.02
 
IMMIGRATI

Ma anche i Savoia rientranti dovranno lasciare le impronte digitali come prevede la nuova legge sull'immigrazione ? Anche loro, in fondo, sono extracomunitari



10.7.02
 
CACCIA GROSSA

Qui in lombardia è scattato l'allarme pantera: si sta ricercando l'animale, nella zona tra il lodigiano e il cremonese, con gran dispenso di mezzi; Beppe Severgnini ha scritto, sul corriere di oggi, un bell'articolo sull'argomento...

Scene di caccia in Bassa Padania. L’hanno cercata all’alba, ieri, tra i campi di granturco e i pollai, con i cani, le reti e i tiratori scelti. Ma, per ora, di grandi felini nemmeno l’ombra. C’è o non c’è la pantera nera, tra Cremona e Lodi? Davvero ha addentato lepri, divorato starne, sbranato anatre, assaggiato nutrie e strappato la corteccia dei pioppi per contorno? Non si sa. Ma è importante saperlo? Più della pantera, in fondo, conta l’idea della pantera. Un delizioso mito di stagione, come il mostro di Loch Ness. Una ventata d’esotismo nelle terre della politica agricola comunitaria. Un aggiornamento del lupo, che i bambini oggi non temono più (lo vogliono salvare, invece). Negli ultimi anni gli avvistamenti sono stati così frequenti, in tutta Italia, che la caccia alla pantera sta diventando una simpatica abitudine estiva. Un po' come il Festivalbar, dove alcune delle protagoniste mostrano minor eleganza.
E' una pantera bassaiola, dunque, la prima stella di questa estate italiana. Una sorta di contraddizione in termini, visto il carattere tranquillo della zona. Conosco i posti: sono nato poco distante.
Conosco il mais che cresce, le strade piccole nel verde scuro, il caldo sulle facce, le serate in attesa di qualcosa. Il cremonese e il lodigiano non sono terre di visionari, ma di poeti. Non so se i conterranei, tra i campi di granturco, hanno visto passare un supergatto o una velocissima nigeriana. Ma, di certo, temono qualcosa. Ed è questo che conta. In fondo, in queste lunghe sere d'estate, meglio una pantera locale che la replica del solito film americano.
Mi chiedo se la pantera piacerà ai leghisti (è un po' meridionale, e poco celtica). Ma di sicuro appassiona molti lombardi tra l'Adda e il Po. La stanno cercando in tutti i modi, e la cercheranno ancora, anche coi cani addestrati alla caccia dei cinghiali in collina (chissà come se la caveranno, povere bestie, con un felino in pianura).
Casalbuttano - dove è avvenuto il primo avvistamento, ad opera di uno studente della Bocconi - va ad aggiungersi ai Comuni Italiani della Pantera. I sindaci dovrebbero costituire un'associazione, e ritrovarsi sotto un pergolato a raccontarci storie meravigliose.
Negli ultimi anni, come dicevamo, gli avvistamenti sono avvenuti dovunque. Di grandi felini non ne sono stati trovati, ma la questione - ripetiamo - è irrilevante.
La penultima pantera è del 2001. Ad Allumiere, sopra Civitavecchia, il felino sbrana - scusate - il posteriore degli asini. La terz'ultima viene avvistata nel 2000: prima a Tarquinia (fuggita da un circo, dicono), poi nel parco di Superga (Torino), quando s'imbatte in una raccoglitrice di funghi. La quart'ultima è a Fiumicino, nel 1999. Nel 1998 la caccia tocca Livorno (dove la pantera viene soprannominata «Bagheera») e Maccarese, dopo un assalto a un ovile. «Alla battuta - si legge - partecipa anche l'attore-cacciatore Tony Scarf, già protagonista in passato di analoghe cacce grosse nei dintorni di Roma». Segue polemica con la responsabile dell'ufficio diritti degli animali in Campidoglio.
Nel 1993 la pantera è ancora a Livorno, dove tiene occupate cinquecento persone, dopo aver sbranato cinque cani. Nel 1992 viene inseguita a Monterotondo, dove ha trasformato un pollaio in un self-service. Nell'estate del 1991 viene avvistata da alcuni turisti a Barberino di Mugello, in Toscana. Nel 1990 è prima nella valle del Tevere, poi si sposta in Brianza, dove viene inseguita per tre giorni («La caccia ha assunto ormai i ritmi di un racconto di Salgari», scrive Gianna Fregonara sul «Corriere»). Nel 1989 la pantera si avvicina - incosciente - al raccordo anulare di Roma. Alla battuta di caccia parteciparono anche i domatori del circo Orfei.
Qui ci fermiamo, con una domanda e una speranza. La domanda: perché sempre pantere, e non gattopardi, tigri o anaconda? Probabilmente per una questione cromatica: il nero rende complesso e fascinoso l'avvistamento notturno; ed è un colore letterario, sempre di moda (il leopardato, meno). La speranza: chissà che sia sempre la stessa pantera, che gira l'Italia come una vecchia soubrette, portando un po' d'eccitazione dove ce n'è bisogno.
Quest'anno, bisogna dire, ha scelto bene, madama la pantera. C'è voglia di novità, qui sotto il cielo caldo della bassa padania.



9.7.02
 
MONTAGNE VERDI

Questo post viene stalinianamente censurato



8.7.02
 
IL PALINSESTO DI RAITRE

Ieri mattina su raitre alle 9.45 è andato in onda, solo per alcune regioni (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia), celtica 2002. Gianluca Neri nella rubrica 42 di Clarence ha ipotizzato il nuovo palinsesto di raitre

In esclusiva, il palinsesto della nuova RaiTre federalista proposta dal consigliere leghista Ettore Albertoni, che prevede una programmazione differenziata per regione:
Nord - ore 7,00: RaiTre Mattina (show). Un risveglio a base di intrattenimento e notizie per iniziare in modo dinamico la giornata lavorativa.
Sud - ore 13,00: RaiTre Mattina (show). Un risveglio a base di intrattenimento e notizie per iniziare in modo dinamico la giornata lavorativa.
Nord - ore 15,30: La patente (teatro). Atto unico tratto da una novella di Luigi Pirandello (versione originale con sottotitoli).
Sud - ore 15,30: La patente (documentario). Come averla e a chi rivolgersi senza dover sostenere gli esami.
Nord - ore 17,00: Vivere (fiction). Le vicende di quattro nuclei familiari, raccontate sullo sfondo di una ricca città di provincia, Como.
Sud - ore 17,00: Un posto al sole (fiction). Le vicende di ventisei nuclei familiari composti da napoletani che si accoppiano e si riproducono in condizioni di cattività.
Nord - ore 20,30: Distretto di polizia (fiction). Storie umane e professionali di un gruppo di affascinanti agenti le cui avventure si intrecciano ai casi e alle indagini, in un clima di professionalità e affiatamento.
Sud - ore 20,30: Carabinieri (fiction). Storie umane di un gruppo di carabinieri che tentano di trombarsi l'Arcuri.
Nord - ore 22,30: Chi l'ha visto (news). Ritrova parenti e amici tenuti prigionieri in Aspromonte.
Sud - ore 22,30: Un giorno in pretura (reality show). Ritrova parenti e amici che non vedi da tempo
.




4.7.02
 
IL MONDO E' CAMBIATO

I punkreas sono nella playlist di radio deejay !



2.7.02
 
TESINA ALLA MATURITA'

La mia tesina alla maturità è stata sicuramente un po' scontata ma mai sarei arrivato a questi livelli....

SOSTIENE L'ESAME ORALE DI MATURITÀ IN UN CASSONETTO PIENO D'ACQUA

BRESCIA, 2 lug - Andrea Musati, studente ventenne del liceo artistico Maffeo Olivieri di Brescia, ha presentato la tesina all'esame orale di maturità immerso fino alla vita nell'acqua di un cassonetto dell'immondizia, fornitogli per l'occasione dall'Asm (Azienda dei servizi municipalizzata). Musati, per nulla intimorito dall'ufficialità dell'esame, ha infatti deciso di presentarsi così alla commissione in virtù del fatto che la «valorizzazione artistica e la riscoperta del cassonetto sono stati argomenti approfonditi durante l'intero anno scolastico». Lo studente, che ha aggiunto al cassonetto una scaletta e uno stendibiancheria, ha sostenuto parte dell'esame in acqua con indosso un costume da bagno anni '20: «Da un punto di vista artistico ho voluto ripercorrere l'esperienza dadaista», e le domande sul dadaismo non si sono fatte attendere. (da www.iol.it)






1.7.02
 
IL CASO DEL PROF. BIAGI

Alcune personalissime considerazioni sul caso scatenato dalle lettere del prof. Biagi:
- Scajola si dovrebbe dimettere: anche se ha chiesto scusa, una frase così irresponsabile un ministro non deve pronunciarla
- Cofferati per ora non è da considerare come un personaggio finito, nonostante sia stato citato dal professore assassinato in una sua e-mail; finché non si scoprirà chi è stata la persona che ha informato Biagi, mettendogli paura a tal punto da definire il segretario CGIL come un nemico, l'onore del leader CGIL è immutato
- dopo l'assassinio la CGIL doveva tornare al tavolo delle trattative con il governo, anche solo per onorare la morte del prof. Biagi
- io sarei contro ogni modifica all'articolo 18, ma mi sto sempre più convincendo che la sua abolizione, esclusivamente per le aziende che vogliono superare i 15 dipendenti, per una prova di 2-3 anni, forse sarebbe da tentare (ovviamente in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo ci sarebbe un rimborso di 24-30 mensilità). Sarò impazzito ?